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Creare un sito web o pagare qualcuno per crearcelo è una cosa abbastanza semplice ai nostri tempi. Esistono tutorial, programmi modulari e we master in grado di dar vita a un sito in una settimana.

Per far sì, tuttavia, che questo nostro progetto web poi porti dei risultati in termini economici non è per nulla così facile.

La SEO è definibile come una serie di tecniche e operazioni capaci di migliorare un sito web e soprattutto di portarlo a raggiungere i primi risultati della SERP di Google.

Solo allora il sito performerà e tramite vendita di spazi pubblicitari, collaborazioni e l’uso di Google Adsense diventerà una risorsa potenzialmente redditizia.

Corso SEO online: perché seguirlo

Teoricamente si potrebbe fare SEO informandosi, leggendo e visualizzando video tutorial e pagine web. In realtà le cose non stanno proprio così.

L’offerta su internet è così numerosa che è difficile scegliere quale sia il migliore corso SEO online.

Certo che frequentando un corso SEO sia un libero professionista sia un’azienda non possono che migliorare non solo le loro conoscenze, ma i loro prodotti web.

Sono, infatti, tante le cose da fare per ottimizzare un sito, a tal punto che potremmo parlare di un lavoro nel lavoro: il miglioramento di contenuti, le ricerche sulle keyword da posizionare, gli aggiornamenti di Google, l’uso dei tool SEO, la creazione di un piano editoriale e infine la costruzione di link.

Link building: cosa non bisogna fare

Arriviamo così al punto focale delle strategie SEO: la link building.

Negli algoritmi di Google è nevralgico che un sito web abbia tanto più spazio nella propria SERP quanto più riceva link autorevoli e “naturali”.

E ottenere link di questo tipo con la concorrenza di oggi è un obiettivo complesso.

A inizio Duemila era abbastanza facile: era sufficiente comprare pacchetti di link da sitiweb o da agenzie o da directory e in questo modo il sito web cresceva. Oggi non è più così.

Se Google tramite i suoi spider individua un’artificiosità fra i link di due siti web, allora procede a pesanti penalizzazioni che possono far scalare verso il basso il sito web incriminato o nel peggiore dei casi bannarlo. Ovviamente in questo caso il peso economico di una penalità simile potrebbe essere elevatissimo.

Infatti non solo riposizionarlo diventerebbe complicato e quindi anche il suo traffico di utenti calerebbe vertiginosamente, ma si andrebbero a incrinare ogni tipo di accordo commerciale o di collaborazione possibile.

Come fare una buona link building

Quindi per evitare conseguenze così catastrofiche è necessario mettersi di impegno e lavorare sugli aspetti che più piacciono a Google.

Si possono migliorare i propri contenuti web per arrivare a posizionare parole chiave molto ricercate (specie nel proprio settore). Il criterio base che ci deve guidare è questo: proporre articoli o post interessanti e originali.

Si possono produrre contenuti multimediali quali video, guide e documenti PDF che ci facciano conoscere agli utenti. Si deve fare un ottimo lavoro sui social per farci conoscere e per creare interazione.

Nel frattempo si possono cercare tramite portali famosi o tramite gruppi social siti sui quali proporre i propri guest post. In tal modo si possono ottenere backlink e nello stesso momento creare contenuti sempre più apprezzati.

Si possono fare interventi sui forum (sotto forma di commenti) ben strutturati e che attraggano l’attenzione di tutti.

E infine, dopo aver fatto tutto questo, non bisogna mai dimenticarsi di analizzare i propri backlink dannosi e nel caso segnalarne la loro rimozione a Google.

Un sito con backlink puliti e importanti accresce il proprio trust, viene premiato da Google, aumenta il proprio traffico e incrementa i propri guadagni.

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