ricamo

C’è stato un tempo in cui il cucito veniva insegnato a scuola. In fondo, un tempo era tutto diverso, ma lasciando da parte giusto un po’ di sentimentalismo e un po’ di nostalgia per un tempo passato, che a dirla tutta, non ho nemmeno vissuto, quello che il cucito insegna è il non avere fretta, scandire i minuti con l’ago che lento passa nella stoffa.

Qualcuno asserisce che il cucito sia terapeutico, ma forse lo è qualsiasi attività che permette di frenare, di rallentare con la frenesia del mondo che spesso opprime. Ricamare offre la possibilità di lasciarsi immergere in un’attività ricca di benefici, un calmante naturale che offre rimedio dai tumulti che spesso nutriamo in noi stessi.

Ma il cucito offre molto di più, la possibilità di avere tra le mani dei pezzi unici, perchè come dice Piergiovanni Vitalini, fondatore di ricamificio forza giovane, “si ricamano emozioni”.

Una terapia

Le arti manuali da sempre sono considerate espressione di un’interiorità e di una capacità innata di dare vita a dei capolavori. Ovviamente non ci si riferisce solo al ricamo, anche se noi oggi siamo qui proprio per parlati dell’antica bellezza di ago e filo.

Non molti sanno che, a seguito della Prima Guerra Mondale il ricamo era utilizzato come una vera e propria terapia, i medici lo prescrivevano ai reduci di guerra che erano affetti da quello che oggi definiamo stress post traumatico e verrebbe curato con psicofarmaci e psicoterapia. Ricamare sembrava essere efficace per dare pace alle menti tormentate.

Da qui l’idea che ago e filo offrissero la possibilità di trovare un rifugio dallo stress e anche dalla tristezza e dalla rabbia. Un’attività che insegna a gestire al meglio il tempo, ad affrontare i problemi con una lucidità di gran lunga maggiore, insomma con serenità. Il ricamo, soprattutto a mano, può aiutare ad affrontare una perdita, ma anche la fine di un rapporto.

Un’efficacia, quella di questa attività, che è stata provata da studi scientifici a riguardo. Non è un caso se il cucito viene anche proposto per affrontare la depressione; aiuta la mente, permette di ritrovare il focus e rafforza anche il sistema immunitario.

Ci sentiamo quindi di dire che, cucire è un vero e proprio esercizio di meditazione.

Ha ancora senso nel 2023?

Purtroppo lo dobbiamo ammettere, siamo abituati ad un mondo in cui, le arti manuali sembrano faticare a trovare il loro spazio. Siamo nell’era dei Social Media, sarà veramente instagrammabile il cucito? Il sapere fare a mano è la piena espressione di se stessi. In fondo non si fa altro che parlare della piena libertà di esprimersi e cosa ci sarebbe di male a farlo con il cucito?

In ogni caso dobbiamo riconoscere che i social e il ricamo hanno lo stesso potenziale. Portare a termine un lavoro con le proprie mani rilascia ossitocina, ormone della felicità, esattamente come succede nel veder crescere i like sul proprio profilo Instagram.

Per lo stesso motivo, si prova una sorta di dipendenza dalle arti manuali come, appunto il ricamo, ma anche dai social.

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