Oli essenziali: effetti benefici

L’aromaterapia basata sugli oli essenzialipuò esercitare un’azione antitossica, battericida e cito filattica, permettendo di migliorare la salute del sistema nervoso, dell’apparato urinario, dell’apparato digerente, dell’apparato polmonare, del sistema immunitario e del sistema endocrino, oltre che dell’apparato cardiocircolatorio.

I disturbi che è possibile curare tramite l’uso degli oli essenziali sono molteplici e variano dal mal di schiena, alle contratture muscolari, e, in generale, tutti quei disturbi legati a una situazione di stress.
Il potere curativo degli oli essenziali è quello di svolgere al tempo stesso una funzione stimolantee una funzione calmante, proprie della composizione e del tipo di azione fisiologica cui danno origine. In pratica, a seconda dei dosaggi che vengono impiegati, uno stesso olio essenziale, può risultare calmante oppure stimolante.

Gli oli essenziali al servizio del corpo umano

Gli oli essenziali possono intervenire anche sull’apparato digerente, la loro azione inciderà soprattutto sulle ghiandole del tubo gastroenterico, andando a sollecitare le terminazioni nervose del palato e della lingua e della mucosa nasale oltre alla secrezione gastrica e della saliva, il che migliorerà l’intero processo digestivo. L’uso degli oli essenziali a base di camomilla, bergamotto, melissa, basilico, rosmarino, menta piperita, salvia, cannella, finocchio, cardamomo, maggiorana e lavanda svolge un’azione antispasmodica sui muscoli dell’apparato digerente, mentre effetti antiacidi sono provocati da chiodi di garofano. Inoltre, gli oli di ginepro, geranio ed eucalipto aiutano nei casi di tropismo del pancreas, mentre cipresso, ginepro e rosmarino hanno effetti benefici anche sul fegato. Per quanto riguarda l’apparato cardiocircolatorio, il muscolo cardiaco viene stimolato dall’olio di canfora, mentre i fiori d’arancio, la melissa, l’ylang ylang, il rosmarino e la lavanda risultano utili nei casi in cui si desideri rallentare una frequenza cardiaca eccessiva. Non solo: è possibile intervenire anche sul diametro dei vasi, provocando ipertensione, con timo e canfora, o ipotensione, con aglio, lavanda, issopo e maggiorana.

Oli essenziali e sistema nervoso

Decisiva l’azione degli oli essenziali sul sistema nervoso, sia quello autonomo che quello centrale. In particolare, un’azione simpaticolitica è esercitata dall’angelica e dalla lavanda, mentre il limone, il pino e la santoreggia hanno effetti simpaticomimetici. A livello del sistema nervoso centrale, invece, si possono distinguere gli oli stupefacenti, come la menta e la noce moscata, dagli oli convulsivanti, come l’assenzio, l’anice e il tanaceto, e dagli oli anticonvulsivanti, come la lavanda e la salvia sclarea. In commercio troviamo oli eccito-stupefacenti, che è possibile distinguere in essenze calmanti, come la melissa, la maggiorana e la verbena, ed essenze stimolanti, come il limone e il finocchio.
Nello specifico, come agiscono gli oli essenziali sul nostro sistema nervoso?
Ogni olio essenziale riesce ad apportare i propri benefici effetti sul sistema nervoso attraverso l’odore che emana, e che influenza l’umore e lo stato psicologico del soggetto.
Sappiamo che la cavità nasale, è ricca di terminazioni nervose olfattive, dove lo stimolo odoroso viene trasformato in impulsi elettrici che sollecitano l’apparato nervoso. Ecco perché è possibile condizionare l’umore grazie al profumo degli oli essenziali, che possono così avere effetti neurostimolanti o neuro calmanti solo se vengono inalati o annusati.

Oli essenziali e sistema endocrino

Altro sistema che può giovare degli effetti degli oli essenziali è quello endocrino: in questo caso, l’azione degli oli essenziali può essere paragonata a quella dei fito-ormoni, perché consentono di regolare la crescita e l’attività del metabolismo.
Ci sono anche effetti scientificamente provati: per esempio, l’azione stimolante esercitata dal basilico, dal rosmarino, dal geranio e dal timo sulla corteccia surrenale, mentre il gelsomino è responsabile della secrezione degli ormoni dell’ipofisi. Si può a ragione sostenere che gli oli essenziali consentono di raggiungere un eccellente equilibrio organico grazie alla loro capacità di incidere sulle funzioni del sistema endocrino.

Favorito dagli oli essenziali è anche l’apparato respiratorio: gli oli essenziali possono determinare effetti espettoranti, nel caso dell’origano, della menta, del basilico, dell’aglio, del sandalo e della canfora, antispastici, nel caso della lavanda e della menta piperita, o stimolanti, nel caso della canfora. Non è stata, invece, ancora provata scientificamente l’azione che alcuni oli essenziali svolgono sul sistema immunitario, anche se sembra che il bergamotto, il pino, la camomilla e la lavanda siano in grado di sollecitare la sintesi di linfociti immunitari e di favorire la protezione dell’organismo nei confronti delle aggressioni batteriche.

L’azione anti tossica

Non va sottovalutata, infine, l’azione cito filattica che caratterizza gli oli essenziali: in pratica, permettono di stimolare i processi cellulari anabolici. L’azione antitossica, invece, si manifesta mediante la “cattura” delle tossine che circolano nell’organismo e la loro trasformazione in complessi inattivi non tossici. Gli oli essenziali dell’anice verde, del ginepro, della betulla, dell’issopo, del timo e dell’eucalipto favoriscono la diuresi, mentre la camomilla, il finocchio e il geranio determinano anche un’azione anti litiasica.

La penetrazione attraverso la pelle

La notevole capacità di penetrazione transcutanea degli oli essenziali, dovuta alle loro caratteristiche lipofile, permette loro di essere assorbiti dalla pelle nel giro di trenta minuti o al massimo di un’ora. Ciò determina naturalmente numerose conseguenze sul corpo umano, sia perché consente di introdurre nell’organismo altre sostanze utili, come per esempio i glucosidi, sia perché dà la possibilità di intervenire su organi in profondità, situati in corrispondenza del punto di applicazione. Non solo: gli oli essenziali si diffondono anche nei liquidi extracellulari, arrivando fino al sangue e, di conseguenza, a tutti gli organi e tessuti che ne hanno bisogno.

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