La carriera universitaria professioni e ruoli dell’ateneo

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Trovare lavoro nel mondo universitario è un’ambizione per molti giovani che hanno il desiderio di rimanere nell’ambiente accademico anche dopo aver terminato il percorso di studi.

In questo articolo vedremo: le professioni impiegate all’interno degli atenei pubblici o privati, i vari iter e le procedure per diventare professore universitario, sottolineando le differenze tra il personale non docente e il personale docente (professori associati, ordinari e ricercatori).

Vedremo, in altre parole, quali sono i percorsi e le procedure previste per entrare a far parte del personale universitario dalla segreteria fino alla carica del Rettore.

Tutto inizia dal curriculum

Ogni posizione universitaria, così come ogni posto di lavoro, non può prescindere dalla stesura di un curriculum elaborato a regola d’arte, in grado cioè di evidenziare tutto il percorso di studi, di formazione e lavorativo del candidato.

Come per molte professioni, anche per presentarsi per un posto in segreteria in un ateneo privato, è necessario, dunque, un curriculum, come ci spiega cercalavoro.it è importante presentare un curriculum vitae che sia scritto correttamente in modo che l’università consideri la domanda di lavoro.

Personale docente e non docente nelle Università

L’ultimo report elaborato dall’Ufficio Statistica e Studi del MIUR permette di avere una panoramica completa riguardo le professioni impiegate negli atenei italiani.

Le professioni universitarie coinvolgono oltre 150.000 lavoratori che, in prima analisi, possono essere così divisi:

  • Professori ordinari;
  • Professori associati;
  • Ricercatori a tempo indeterminato o determinato;
  • Titolari di assegni di ricerca;
  • Personale tecnico-amministrativo.

La quota di lavoratori, divisa per personale docenti e personale non docente, è equamente divisa.

Il 45,7% del personale universitario svolge mansioni tecnico-amministrative, il restante è costituito da docenti e ricercatori.

Analizzando la divisione per genere si nota che, a livello complessivo, il personale è composto per il 51,3% da uomini e per il 48.7% da donne.

Nello specifico, le donne sono in maggioranza nei ruoli tecnico-amministrativo (58,5%) e in minoranza nel personale docenti (40%).

Quest’ultimo dato scende ulteriormente se focalizzato sui Professori di prima o seconda fascia: la quota, di donne, infatti, si ferma al 31%.

Si evidenzia, dunque, anche all’interno degli ambienti accademici una non parità di genere, soprattutto nelle posizioni di vertice.

La carriera universitaria ruolo per ruolo

Ogni professione all’interno dell’università segue un iter specifico. Partendo da: come lavorare in segreteria, vediamo ora ogni ruolo universitario fino alla carica massima, quella del Rettore Universitario.

Lavorare in segreteria

La segreteria universitaria rappresenta uno degli impieghi più facilmente raggiungibili per uno studente neo laureato.

Come confermato in un approfondimento condotto da Almalaurea, coloro che ricoprono tale ruolo sono per lo più giovani in possesso di una laurea magistrale.

Statisticamente sono le donne a scegliere questo tipo di carriera (77%).

Per ambire ad un posto in segreteria è necessario un buon curriculum arricchito da stage e tirocini effettuati e da alcune esperienze all’estero.

Per lavorare in segreteria Universitaria bisogna consultare i bandi promossi dagli atenei che in genere rientrano in tipologie di lavoro quali: stage o tirocinio.

Titolare assegno di ricerca

L’assegno di ricerca è riservato a coloro che sono in possesso di una laurea magistrale o di un dottorato di ricerca.

Il curriculum deve essere in linea con i programmi di ricerca proposti dall’Università.

Per ricevere un assegno di ricerca è necessario rispondere ai bandi pubblicati dalle Università, presenti anche sul sito del MIUR.

Secondo quanto stabilito dalla legge l’assegno di ricerca ha durata minima di un anno e massima di sei. Lo stipendio minimo corrisposto ad un titolare di un assegno di ricerca è di 19.367 EUR l’anno – lordi.

Ricercatore

Il ricercatore universitario è un passaggio, spesso obbligato, per coloro che ambiscono a diventare professore universitario.

Il ricercatore deve essere obbligatoriamente in possesso di un dottorato di ricerca, deve aver alcune pubblicazioni scientifiche ed esperienze nella ricerca.

Anche in questo caso l’accesso dipende dal superamento di un concorso pubblico il quale prevede tre prove: due scritte e una orale.

Un ricercatore universitario guadagna uno stipendio compreso tra i 1.400 EUR e i 1.900 EUR.

Professore Associato e Professore ordinario

Per diventare Professore associato, anche detto docente di seconda fascia, è richiesto il superamento di un concorso pubblico.

L’ottenimento della carica permette di insegnare dalle 250 alle 350 ore all’anno.

I Professori associati guadagnano tra 2.200 EUR e i 2.700 EUR ma l’importo può salire nel caso in cui il ruolo sia ricoperto all’interno di un’Università privata.

Il Professore ordinario o docente di prima fascia ha superato un ulteriore concorso pubblico e ha svolto almeno 350 ore annuali di insegnamento.

Diventare Professore ordinario è un percorso lungo che implica in superamento di diversi concorsi pubblici.

Tra i suoi compiti si annoverano, non solo lo svolgimento delle lezioni, ma anche il dover seguire i progetti di ricerca, partecipare ai consigli e alle commissioni universitarie.

Rettore

Infine, l’ultima carica, la più alta a cui si può ambire, è quella del Rettore universitario. Il Rettore universitario è una carica elettiva.

La prassi prevede che sia il professore ordinario più anziano a indire una data per l’elezione del Rettore. Alla votazione partecipano:

  • I docenti di ruolo e i ricercatori;
  • I rappresentanti del consiglio degli studenti;
  • Il personale tecnico-amministrativo;
  • I titolari di un assegno di ricerca.

Tuttavia, i voti sono ponderati a seconda del ruolo, cioè hanno un valore diverso a seconda di chi lo esprime.

Al raggiungimento del quorum previsto, viene eletto il Rettore. Possono essere necessarie anche più elezioni prima di eleggere la carica.