Simili ai Bonsai, sono noti in Giappone fin dal XVII secolo ma soltanto negli ultimi anni si stanno diffondendo in Europa. La loro particolarità? Non hanno il vaso.

 Le origini dei kokedama non sono certe, ma fra le tante leggende ce n’è una che è più gettonata di altre e vede la casualità della nascita di questo metodo di coltivazione.

Infatti, la leggenda narra che un contadino povero, non potendo comprare un vaso per coltivare la sua pianta, si ingegnò utilizzando del fango e del terriccio argilloso ricoperto da muschio.

 La piantina viene messa a dimora in una palla formata da uno specifico fango, chiamato ketotsuchi, mischiato con un terriccio più argilloso chiamato akadama (in rapporto 5:1) e ricoperta di muschio dal colore verde scuro che, oltre ad essere un rivestimento, ha anche scopi decorativi.

Il bonsai senza vaso può essere poi posizionato su un vassoio oppure può essere appeso ad un filo di nylon garantendo l’effetto suggestivo di una pianta che fluttua nel niente.

 Si sta diffondendo sempre di più nelle case degli italiani e non solo; potete trovarne molti esemplari a scopo di ornamento anche nei negozi e in alcuni locali perché, essendo molto particolari, danno una maggiore originalità all’arredamento.

 Ma come si realizza un kokedama?

 Innanzitutto dovete preparare la famosa “palla di fango” mescolando il ketotsuchi con l’akadama e utilizzando l’acqua come amalgamante.

Dopo aver preparato la base del kokedama è il momento di preparare la pianta alla messa a dimora pulendo le radici. Quando non c’è più terreno sulle radici potete inglobarle all’interno della sfera fino a coprirle integralmente.

Il passaggio finale vede l’applicazione del muschio sulla sfera a scopo ornamentale e protettivo, dopodiché dovete legare la sfera o avvolgerla in una reticella e immergerla nell’acqua per un paio d’ore.

Passate le due ore la pianta è pronta per essere sistemata dove desiderate.

La cura dei kokedama dipende dalla tipologia di piantina che è stata messa a dimora. L’irrigazione di una pianta grassa può essere effettuata mensilmente mentre quella di una piantina tradizionale deve essere effettuata una volta a settimana.

È necessario utilizzare uno spruzzino o un vaporizzatore.

Le piante utilizzate possono essere di varie specie: dalle aromatiche come salvia o timo, alle piante ornamentali, potete anche utilizzare piante da frutto come i mandarini cinesi.

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